FirstScope Signature - Telescopio CELESTRON - Manuale utente e istruzioni gratuiti

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Notice CELESTRON FirstScope Signature - page 67
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Informazioni sul prodotto

Marca : CELESTRON

Modello : FirstScope Signature

Categoria : Telescopio

Scarica le istruzioni per il tuo Telescopio in formato PDF gratuitamente! Trova il tuo manuale FirstScope Signature - CELESTRON e riprendi in mano il tuo dispositivo elettronico. In questa pagina sono pubblicati tutti i documenti necessari per l'utilizzo del tuo dispositivo. FirstScope Signature del marchio CELESTRON.

MANUALE UTENTE FirstScope Signature CELESTRON

  • Cura e pulizia dell’ottica p. 14
  • Collimazione di un telescopio di Newton p. 14
  • ACCESSORI OPZIONALI p. 16
  • Dati tecnici del FirstScope Congratulazioni per il vostro acquisto del telescopio FirstScope. Il FirstScope impiega una montatura stile Dobson che è un tipo di montatura facile da usare, con semplici movimenti in altezza (su e giù) e in azimuth (laterali). Il tubo ottico ha una configurazione di riflettore Newtoniano. Il FirstScope è realizzato con materiali della più alta qualità per assicurarne la stabilità e la durata. Questi telescopi vi consentiranno di divertirvi per tutta la loro durata utile, richiedendo una manutenzione minima. Questo telescopio è stato concepito per chi acquista un telescopio per la prima volta, ed offre un valore eccezionale. Il FirstScope presenta un design compatto e portatile, ma le sue ampie prestazioni ottiche faranno appassionare qualsiasi nuovo utente al mondo dell’astronomia per dilettanti. Inoltre, il telescopio FirstScope è ideale per le osservazioni terrestri, che vi apriranno gli occhi con superbe visualizzazioni ad alta potenza: non dovete fare altro che selezionare l’oggetto, mirare, puntare e mettere a fuoco. Il telescopio FirstScope è coperto da una garanzia limitata di due anni. Per ulteriori dettagli, consultate il nostro sito Web all’indirizzo www.celestron.com p. 16

Ecco alcune delle caratteristiche standard del FirstScope.

  • Tutti gli elementi ottici in vetro sono rivestiti, per offrire immagini chiare e nitide.
  • Funzionamento fluido, montatura altazimutale rigida di stile Dobson con semplici comandi per puntare facilmente sugli oggetti.
  • Il telescopio è concepito per essere usato sopra un tavolo o su un’altra superficie piatta e stabile.
  • Approntamento veloce e facile. Prima di iniziare il vostro viaggio attraverso l’universo, leggete attentamente questo manuale. Potrebbero essere necessarie alcune sedute di osservazione per acquisire dimestichezza con il telescopio: vi consigliamo quindi di tenere a portata di mano questo manuale fino a quando non sarete diventati esperti nel funzionamento del vostro dispositivo. Il manuale offre informazioni dettagliate su ogni procedimento, oltre che importanti materiali di riferimento e suggerimenti utili che garantiranno che la vostra esperienza di osservazione sia il più semplice e piacevole possibile. Il telescopio è stato concepito per offrirvi anni di osservazioni divertenti e gratificanti. Prima di usare il telescopio, occorre tuttavia prendere in considerazione alcune avvertenze che assicureranno la vostra sicurezza e proteggeranno l’apparecchiatura. Avvertenze

y Non guardare mai direttamente il Sole ad occhio nudo né con il telescopio (a meno che non si disponga dell'apposito filtro solare), onde evitare danni permanenti e irreversibili agli occhi.

y Non usate mai il telescopio per proiettare un’immagine del Sole su qualsiasi superficie. Un surriscaldamento interno può danneggiare il telescopio e qualsiasi accessorio ad esso collegato.

y Non usate mai un filtro solare per oculare né un prisma di Herschel. Il surriscaldamento interno del telescopio può causare l’incrinatura o la rottura di questi dispositivi, permettendo alla luce solare non filtrata di penetrare e raggiungere l’occhio.

y Non lasciate il telescopio senza supervisione, sia quando sono presenti bambini che quando sono presenti adulti che potrebbero non conoscere le giuste procedure operative del telescopio.4

1. Focalizzatore 6. Braccio

2. Specchio secondario (diagonale) – all’interno 7. Estremità del tubo

3. Tubo ottico 8. Specchio primario – all’interno

4. Dado di bloccaggio 9. Manopola di messa a fuoco

Il telescopio non richiede praticamente nessun assemblaggio. Il telescopio con il suo tubo ottico e la sua montatura sono preassemblati e quasi pronti all’uso quando vengono estratti dalla confezione. La dotazione comprende due oculari – da 20 mm (potenza 15) e da 4 mm (potenza 75). Una volta inserito un oculare, si è pronti a usare il telescopio. Tuttavia, prima di iniziare si consiglia di comprendere le funzioni ed i criteri d’uso di un telescopio, leggendo le sezioni che seguono.

L’oculare è un elemento ottico che ingrandisce l’immagine focalizzata dal telescopio. Senza l’oculare sarebbe impossibile usare il telescopio visivamente. La lunghezza focale e il diametro del barilotto sono gli elementi di riferimento più comuni dell'oculare. Più lunga è la lunghezza focale (ovvero più alto il suo numero), più basso è l’ingrandimento dell’oculare (ovvero la sua potenza). Di solito, l'utilizzatore impiegherà durante le sue osservazioni una potenza da bassa a moderata. Per ulteriori informazioni su come determinare la potenza, consultare la sezione “Calcolo dell’ingrandimento”. L’oculare si inserisce direttamente nel focalizzatore. Per collegare gli oculari, effettuare le seguenti operazioni.

1. Assicurarsi che le viti zigrinate non sporgano nel tubo del focalizzatore. Inserire

quindi il barilotto cromato degli oculari nel tubo del focalizzatore (togliere prima il coperchio a tappo del focalizzatore) e serrare le viti zigrinate – vedere la Figura 2-1.

2. Gli oculari possono essere cambiati invertendo la procedura descritta sopra.

3. Individuare gli oggetti con l’oculare a bassa potenza (15x) e poi si può passare a

quello ad alta potenza (75x) per vedere più dettagli.

Il telescopio è concepito per essere usato su un tavolo o su un’altra superficie stabile. Il FirstScope è facile da spostare ovunque lo si voglia puntare. y Allentare il dado di bloccaggio girandolo in senso antiorario e tenere ferma l’estremità del tubo. y Guardare lungo il tubo ottico verso l’oggetto che si vuole trovare. y Spostare l’estremità del tubo finché non si trova l’oggetto che si cerca. y Serrare il dado di bloccaggio. Nota: si può lasciare il dado di bloccaggio leggermente allentato, facilitando così leggeri aggiustamenti in qualsiasi direzione spostando l’estremità del tubo. Figura 2-2

Il telescopio è uno strumento che raccoglie e mette a fuoco la luce. La natura del modello ottico usato determina il modo in cui la luce viene focalizzata. Alcuni telescopi, noti come rifrattori, usano lenti; altri, noti come riflettori (di Newton), usano specchi.

Un telescopio riflettore di Newton usa un unico specchio concavo come specchio primario. La luce entra nel tubo viaggiando fino allo specchio situato alla sua estremità posteriore. La luce viene deviata verso avanti nel tubo fino ad un singolo punto, il suo punto focale. Mettendo la testa davanti al telescopio per guardare l’immagine con un oculare si impedirebbe il funzionamento del riflettore; pertanto, uno specchio piatto (secondario) chiamato diagonale intercetta la luce e la riflette verso il lato del tubo, ad angolo retto rispetto ad esso. L’oculare viene posizionato in quel punto per facilitare la visualizzazione. Il telescopio riflettore di Newton sostituisce degli specchi a spesse lenti, per raccogliere e focalizzare la luce e fornisce un potere di raccolta della luce molto superiore ad un prezzo ragionevole. Poiché il percorso della luce viene intercettato e riflesso verso il lato del telescopio, si possono avere lunghezze focali che arrivano anche a 1000 mm con un telescopio relativamente piccolo e portatile. Un telescopio riflettore di Newton offre caratteristiche straordinarie di raccolta della luce tali da permettere all’utente di interessarsi seriamente all’astronomia del cielo profondo anche spendendo piuttosto poco. I telescopi riflettori di Newton richiedono però maggiori cura e manutenzione, perché il loro specchio primario è esposto all’aria e alla polvere. Tuttavia, questo piccolo inconveniente non pregiudica la popolarità del telescopio presso gli utenti che vogliono un telescopio economico che sia in grado di risolvere oggetti distanti e tenui.

I riflettori di Newton producono di solito un’immagine sia capovolta che invertita – questo vale per il FirstScope quando si esegue la visualizzazione dalla parte posteriore, guardando nell’oculare. Se si esegue la visualizzazione da un lato o dall’altro, quando si guarda nell’oculare l’immagine apparirà ruotata ad un angolo. Se si esegue la visualizzazione dalla parte anteriore (guardando nell’oculare) e leggermente da un lato o dall’altro per non bloccare il percorso ottico, l’immagine sarà corretta, cosa molto utile per le osservazioni terrestri.

Figura 3-2a FirstScope quando si guarda dalla parte anteriore del tubo. Figura 3-2b FirstScope quando si guarda dalla parte posteriore del tubo. Figura 3-1 Vista in sezione del percorso della luce nella configurazione ottica newtoniana.7

Per focalizzare il telescopio FirstScope, basta girare la manopola di messa a fuoco situata subito sotto l’oculare. Girando la manopola in senso orario si mette a fuoco un oggetto più lontano di quello che si sta attualmente osservando. Girando la manopola in senso antiorario si mette a fuoco un oggetto più vicino di quello che si sta attualmente osservando. Nota: se si portano lenti correttive (ovvero gli occhiali da vista), si consiglia di toglierli quando si osserva con un oculare collegato al telescopio. Se si soffre di astigmatismo, le lenti correttive vanno indossate sempre. Figura 3-3

Si può modificare la potenza del telescopio cambiando l’oculare. Per determinare la potenza di ingrandimento del telescopio, basta dividere la lunghezza focale del telescopio per la lunghezza focale dell’oculare usato. La formula dell'equazione è la seguente: Lunghezza focale del telescopio (mm) Ingrandimento = Lunghezza focale dell’oculare (mm) Supponiamo per esempio che si stia usando l’oculare da 20 mm in dotazione al telescopio. Per determinare l’ingrandimento, basta dividere la lunghezza focale del telescopio (ai fini di questo esempio, il FirstScope ha una lunghezza focale di 300 mm) per la lunghezza focale dell’oculare, ovvero 20 mm. Dividendo 300 per 20 si ottiene come risultato un ingrandimento di potenza 15. Il FirstScope ha un intervallo di ingrandimento utile che va da 10x (la potenza più bassa) a 150x (la potenza più alta) con vari accessori opzionali. Gli accessori standard forniti con il FirstScope offrono all’utente ingrandimenti di 15x e 75x.

La determinazione del campo visivo è importante se si vuole avere un’idea delle dimensioni angolari dell’oggetto che si sta osservando. Per calcolare il campo visivo effettivo, dividere il campo apparente dell’oculare (fornito dal fabbricante dell’oculare) per l’ingrandimento. La formula dell'equazione è la seguente: Campo apparente dell’oculare Campo reale = Ingrandimento Come si può vedere, prima di determinare il campo visivo occorre calcolare l’ingrandimento. Usando l’esempio indicato nella sezione precedente, possiamo determinare il campo visivo usando lo stesso oculare da 20 mm in dotazione standard con il telescopio FirstScope. L’oculare da 20 mm ha un campo visivo apparente di 25°. Dividere 25° per l’ingrandimento, e si ottiene una potenza 15. Questa potenza determina un campo reale di 1,7°. Per trasformare i gradi in piedi a 914 metri (1.000 iarde), cosa più utile per l’osservazione terrestre, moltiplicare il campo angolare per 52,5. Moltiplicare il campo angolare di 1,7° per 52,5. Ciò risulta in una larghezza di campo visivo lineare di 29 metri ad una distanza di 1000 metri (89 piedi ad una distanza di 1000 iarde).

Quando si usa qualsiasi strumento ottico, occorre ricordare alcune cose per ottenere la migliore immagine possibile. Se si portano lenti correttive (in particolare gli occhiali da vista), si consiglia di toglierli quando si guarda attraverso il telescopio, a meno che non si soffra di astigmatismo. y Non guardare mai attraverso il vetro della finestra. Il vetro delle normali finestre domestiche è otticamente imperfetto, e quindi può variare in spessore da una parte all’altra della stessa finestra. Questa mancanza di omogeneità influisce sulla capacità di focalizzazione del telescopio. Nella maggior parte dei casi non si potrà ottenere un’immagine davvero nitida, e si potrebbe addirittura ottenere un’immagine doppia. y Non guardare mai attraverso o sopra oggetti che producono ondate di calore. Tali oggetti includono parcheggi in asfalto d’estate o tetti di edifici. y Cieli velati, nebbia e foschia possono anch’essi rendere difficile la focalizzazione quando si eseguono osservazioni terrestri. La quantità di dettagli visibili in queste condizioni è decisamente ridotta.8

Fino a questo punto, il manuale ha descritto l’assemblaggio e il funzionamento di base del telescopio. Tuttavia, per comprendere in modo più approfondito il dispositivo, occorre acquisire alcune nozioni sul cielo notturno. Questa sezione descrive l’osservazione astronomica in generale e include informazioni sul cielo notturno e sull’allineamento polare. Per i telescopi con montature equatoriali, gli utenti disporranno di cerchi di impostazione e metodi di allineamento polare che li aiuteranno a trovare gli oggetti nel cielo. Con la montatura altazimutale di questo telescopio, si può usare un metodo chiamato “star hopping” (Saltare da una stella all’altra), che viene descritto successivamente, in questo manuale, nella sezione sull’osservazione degli oggetti celesti. Buone mappe stellari sono essenziali per trovare oggetti del cielo profondo e riviste correnti di astronomia a pubblicazione mensile aiutano a individuare le posizioni dei pianeti.

Per riuscire a trovare gli oggetti nel cielo, gli astronomi usano un sistema di coordinate celesti simile al nostro sistema di coordinate geografiche sulla Terra. Il sistema di coordinate celesti presenta poli, linee di longitudine e latitudine ed un equatore. Per la maggior parte, queste coordinate restano fisse rispetto alle stelle di sfondo. L’equatore celeste passa attorno alla Terra per 360 gradi e separa l’emisfero celeste settentrionale da quello meridionale. Come l’equatore della Terra, corrisponde a zero gradi. Sulla Terra questa sarebbe la latitudine. Tuttavia, nel cielo ci si riferisce alla latitudine come alla declinazione, abbreviata come DEC. Le linee di declinazione sono indicate in base alla loro distanza angolare sopra e sotto l’equatore celeste. Le linee vengono suddivise in gradi, minuti di arco e secondi di arco. Le letture di declinazione a sud dell’equatore riportano il segno meno (-) davanti alla coordinata, mentre quelle a nord dell’equatore celeste non hanno alcuna designazione davanti ad esse, oppure presentano un segno più (+). L’equivalente celeste della longitudine si chiama Ascensione Retta, abbreviata come AR. Come le linee di longitudine sulla Terra, le linee dell’Ascensione Retta vanno da un polo all’altro e sono distanziate uniformemente di 15 gradi. Sebbene le linee di longitudine siano separate da una distanza angolare, sono anche una misura di tempo. Ciascuna linea di longitudine si trova ad un’ora di distanza dalla linea successiva. Poiché la Terra compie un’intera rivoluzione ogni 24 ore, ci sono 24 linee in tutto. Di conseguenza, le coordinate di AR. sono contrassegnate in unità di tempo. Inizia da un punto arbitrario nella costellazione dei Pesci, designato come 0 ore, 0 minuti e 0 secondi. Tutti gli altri punti sono designati in base al ritardo temporale rispetto a questa coordinata quando passa su di essi spostandosi verso ovest.

Il movimento quotidiano del Sole attraverso il cielo è noto persino all’osservatore più distratto. Questo apparente percorso non è dovuto al movimento del Sole, come credevano i primi astronomi, bensì è il risultato della rotazione della Terra. La rotazione della Terra causa anche un percorso nelle stelle, facendo descrivere loro un grande cerchio mentre la Terra completa una rotazione. Le dimensioni del percorso circolare seguito da una stella dipendono dalla sua posizione nel cielo. Le stelle vicine all’equatore celeste descrivono i cerchi più grandi, sorgendo a est e tramontando a ovest. Man mano che ci si sposta verso il polo nord celeste, il punto attorno al quale le stelle dell’emisfero settentrionale sembrano ruotare, questi cerchi diventano più piccoli. Le stelle che si trovano alle latitudini celesti intermedie sorgono a nord-est e tramontano a nord-ovest. Le stelle che si trovano alle alte latitudini celesti sono sempre al di sopra dell’orizzonte, e sono definite circumpolari perché non sorgono né tramontano mai. Non è possibile vedere le stelle compiere un cerchio completo, perché la luce del Sole durante il giorno impedisce di vedere la luce delle stelle. Tuttavia, parte di questo movimento circolare delle stelle in questa regione del cielo può essere osservata approntando una fotocamera su un treppiedi ed aprendo l’otturatore per un paio d’ore. L’esposizione cronometrata rivelerà semicerchi centrati attorno al polo. (Questa descrizione dei movimenti stellari è applicabile anche all’emisfero meridionale, con la differenza che tutte le stelle a sud dell’equatore celeste si muovono attorno al polo sud celeste). Figura 4-2 Tutte le stelle sembrano ruotare attorno ai poli celesti. Tuttavia, l’aspetto di questo movimento varia a seconda di dove si guarda nel cielo. Vicino al polo nord celeste le stelle descrivono cerchi riconoscibili centrati attorno al polo (1). Le stelle vicino all’equatore celeste seguono anch’esse percorsi circolari attorno al polo. Il percorso completo, tuttavia, è interrotto dall’orizzonte. Queste stelle sembrano sorgere ad est e tramontare ad ovest (2). Guardando verso il polo opposto, le stelle seguono una curva o tracciano un arco nella direzione opposta, descrivendo un cerchio attorno al polo opposto (3). Stelle viste vicino al polo nord celeste Stelle viste vicino all’equatore celeste Stelle viste guardando nella direzione opposta al polo nord celesteCon il telescopio approntato (e il cappuccio della lente anteriore rimosso dal tubo ottico), si è ora pronti a usarlo per le osservazioni. Questa sezione offre suggerimenti per l’osservazione sia del sistema solare sia degli oggetti del cielo profondo, oltre a delineare generali condizioni di osservazione che avranno un impatto sui risultati delle osservazioni.

È spesso una grande tentazione osservare la Luna quando è piena. In questa fase lunare, la faccia che vediamo è completamente illuminata, e la sua luce può essere eccessiva. Inoltre, si può vedere un contrasto minimo o addirittura nullo. Uno dei momenti migliori per osservare la Luna è durante le sue fasi parziali (quando si trova in prossimità del suo primo o del suo terzo quarto). Lunghe ombre rivelano una quantità eccezionale di dettagli sulla superficie lunare. Ad una bassa potenza di ingrandimento si sarà in grado di visualizzare il disco lunare. Passare ad una potenza di ingrandimento superiore in modo da focalizzare un’area più piccola.

Per aumentare il contrasto e far risaltare i dettagli sulla superficie lunare, usare i filtri opzionali. Un filtro giallo funziona bene per migliorare il contrasto, mentre un filtro polarizzatore o a densità neutra riduce il riflesso e la luminosità generali della superficie.

Altri oggetti affascinanti da osservare includono i pianeti visibili ad occhio nudo. Si può vedere Venere mentre passa attraverso le sue fasi simili a quelle della Luna. Marte può rivelare una miriade di dettagli della superficie ed una, se non entrambe, le sue calotte polari. Si potranno vedere le cinture di nubi di Giove ed il suo grande punto rosso (se è visibile nel momento in cui si esegue l’osservazione). Inoltre, si potranno vedere anche le lune di Giove mentre orbitano attorno al pianeta gigante. Saturno, con i suoi bellissimi anelli, è facilmente visibile ad una potenza di ingrandimento moderata. Suggerimenti per l’osservazione dei pianeti y Tenere presente che le condizioni atmosferiche sono di solito il fattore che limita la quantità di dettagli visibili sui pianeti. Si consiglia quindi di evitare di osservare i pianeti quando si trovano bassi sull’orizzonte o quando si trovano direttamente al di sopra di una superficie che irradia calore, come il tetto di un palazzo o un camino. Consultare la sezione "Condizioni di osservazione" più avanti in questo capitolo. y Per aumentare il contrasto e far risaltare i dettagli sulla superficie dei pianeti, cercare di usare i filtri per oculare Celestron.

Gli oggetti del cielo profondo sono semplicemente quegli oggetti che si trovano oltre i confini del nostro sistema solare. Includono ammassi di stelle, nebulose planetarie, nebulose diffuse, stelle doppie e altre galassie al di fuori della nostra Via Lattea. La maggior parte degli oggetti del cielo profondo hanno una grande dimensione angolare. Di conseguenza, per poterli vedere occorre solo una potenza da bassa a moderata. Visivamente, sono troppo tenui per poter rivelare qualsiasi colore che appare invece nelle fotografie a lunga esposizione, o strutture dettagliate come i bracci a spirale delle galassie e così via, che possono essere visti solo con telescopi più grandi. Essi appaiono invece in bianco e nero e sono aree di luce velata. E, a causa della bassa luminosità della loro superficie, vanno osservati da una località in cui il cielo è molto scuro. L’inquinamento luminoso attorno alle grandi aree urbane offusca la maggior parte delle nebulose rendendole difficili, se non impossibili, da osservare. Filtri di riduzione dell’inquinamento luminoso consentono di ridurre la luminosità di fondo del cielo aumentando così il contrasto. Man mano che l’interesse dell’utente per l’astronomia crescerà, potrà probabilmente passare a telescopi con un’apertura più ampia, che mostreranno molto più dettaglio e miglioreranno la qualità delle immagini osservate.

Star Hopping (Saltare da una stella all’altra) Un comodo modo per trovare oggetti del cielo profondo si chiama “star hopping”, che significa letteralmente “saltare da una stella all’altra”. Lo “star hopping” viene eseguito quando l’utente impiega stelle luminose come guida ad un oggetto. Per riuscire nello “star hopping”, è utile conoscere il campo visivo del proprio telescopio. Se si sta usando l’oculare standard da 20 mm con il telescopio FirstScope, il campo visivo è all’incirca di 2,7º. Se si conosce un oggetto che si trova ad una distanza di 3º dalla propria attuale ubicazione, basta spostarsi di circa un campo visivo. Se si usa un altro oculare, occorre consultare la sezione che spiega come determinare il campo visivo. Ecco alcuni strumenti e informazioni utili per eseguire lo Star Hopping. y Mappe stellari / Atlante stellare – una mappa delle stelle necessaria, simile ad una cartina stradale. y Informazione – conoscere la posizione relativa delle stelle luminose e delle costellazioni che costituiscono il punto di partenza per lo star hopping. Queste informazioni sono reperibili in molti libri disponibili. y Cannocchiale cercatore – uno strumento utile. Un cannocchiale cercatore è un piccolo telescopio a bassa potenza e ampio campo visivo che viene usato per mirare un telescopio più grande ad un oggetto lontano. Con un cannocchiale cercatore si possono vedere più stelle che a occhio nudo. y Binocolo – uno strumento utile per individuare le stelle luminose e per fare ricerche in un’area nella quale si stanno cercando oggetti. Può essere usato come sostituto o supplemento ad un cannocchiale cercatore. y Libri – ci sono svariati libri disponibili dedicati esclusivamente allo Star Hopping. y Guida di misurazione – le distanze approssimative misurate con la mano, tenendo il braccio esteso. Il dito indice misura 1°, tre dita misurano 3°, il pugno chiuso misura 10°. Lo star hopping può sembrare difficile all’inizio, ma con pazienza, determinazione e pratica si può imparare questa tecnica e ricordarla per sempre. Sotto sono riportate le istruzioni per individuare due oggetti molto richiesti. La galassia Andromeda (Figura 5-1), nota anche come M31, è un bersaglio facile. Per trovare la M31, effettuare le seguenti operazioni:

1. Individuare la costellazione di Pegaso, un grande quadrato visibile in autunno (nel cielo orientale, spostandosi

verso il punto sopra di sé) e nei mesi invernali (sopra di sé, spostandosi verso ovest).

2. Iniziare dalla stella nell’angolo nord-orientale—Alfa (D) Andromedae.

3. Spostarsi verso nord-est di circa 7°. Qui si trovano due stelle di pari lucentezza—Delta (G) e Pi (S)

Andromeda—a circa 3° di distanza l’una dall’altra.

4. Continuare nella stessa direzione di altri 8°. Qui si trovano due stelle —Beta (E) e Mu (P) Andromedae—

anch’esse ad una distanza l’una dall’altra di circa 3°.

5. Spostarsi di 3° verso nord-est—la stessa distanza presente fra le due stelle—fino ad arrivare alla galassia di

Figura 5-112 Lo “star hopping” fino alla galassia di Andromeda (M31) è semplicissimo, perché tutte le stelle necessarie per farlo sono visibili ad occhio nudo. Si richiederà un po’ di esercizio per acquistare familiarità con il metodo dello “star hopping”, e gli oggetti che non hanno nelle loro vicinanze delle stelle visibili ad occhio nudo saranno difficili da trovare. Uno di questi oggetti è denominato M57 (Figura 5-2), la famosa “Ring Nebula” (nebulosa anello). Ecco come trovarla.

1. Individuare la costellazione della Lira, un piccolo parallelogramma visibile in estate e nei mesi autunnali. La

Lira è facile da individuare perché contiene la stella luminosa Vega.

2. Iniziare dalla stella Vega—Alfa (D) Lyrae—e spostarsi di alcuni gradi verso sud-est per trovare il

parallelogramma. Le quattro stelle che compongono questa forma geometrica sono tutte di luminosità simile, e questo le rende facili da individuare.

3. Individuare, fra le stelle che compongono il parallelogramma, quelle più a sud: Beta (E) e Gamma (J) Lyrae.

4. Puntare su un punto a circa metà strada fra queste due stelle.

5. Spostarsi di circa ½° verso (E) Lira, restando su una traiettoria lineare che collega le due stelle.

6. Guardare attraverso il telescopio: la Ring Nebula dovrebbe trovarsi nel proprio campo visivo. Le dimensioni

angolari della Ring Nebula sono piuttosto piccole e difficili da vedere.

7. Poiché la Ring Nebula è piuttosto tenue, potrebbe essere necessario l’uso della “visione distolta” per vederla.

Quella della “visione distolta” è una tecnica che consiste nel guardare in un punto vicino all’oggetto che si sta osservando. Così, se si sta osservando la Ring Nebula, occorre centrarla nel proprio campo visivo e poi guardare leggermente di lato. Così facendo la luce proveniente dall’oggetto visualizzato cade sui bastoncelli sensibili al bianco e nero degli occhi, invece che sui coni sensibili al colore. (Si ricordi che quando si osservano oggetti tenui è importante cercare di compiere l’osservazione da un luogo buio, lontano dalle luci della strada e della città. L’occhio medio richiede circa 20 minuti per adattarsi completamente all’oscurità. Quindi occorre usare sempre una torcia con filtro rosso per preservare la visione notturna adattata all’oscurità). Questi due esempi dovrebbero dare un’idea di come “saltare da una stella all’altra” per raggiungere gli oggetti del cielo profondo. Per usare questo metodo con altri oggetti, consultare un atlante stellare e poi “saltare” fino all’oggetto scelto usando le stelle visibili ad occhio nudo.

Le condizioni di visualizzazione hanno un impatto su ciò che si può vedere attraverso il telescopio durante una sessione di osservazione. Tali condizioni includono limpidezza, illuminazione del cielo e visibilità. La comprensione delle condizioni di visualizzazione e dell’effetto che hanno sull’osservazione aiuterà l’utente a sfruttare al meglio il proprio telescopio. Limpidezza La limpidezza è la trasparenza dell’atmosfera, su cui hanno un impatto le nuvole, l’umidità e le altre particelle sospese nell’aria. Le spesse nuvole cumuliformi sono completamente opache, mentre i cirri possono essere sottili e permettere il passaggio della luce proveniente dalle stelle più luminose. I cieli velati assorbono più luce di quelli limpidi, rendendo più tenui gli oggetti più difficili da vedere e riducendo il contrasto degli oggetti più luminosi. Anche gli aerosol lanciati nell’atmosfera superiore dalle eruzioni vulcaniche possono avere un effetto sulla limpidezza. Le condizioni ideali sono presenti quando il cielo notturno è scuro come l’inchiostro. Illuminazione del cielo La generale luminosità del cielo causata dalla Luna, le aurore, il riverbero notturno e l’inquinamento luminoso influiscono moltissimo sulla limpidezza. Sebbene non costituiscano un problema per i pianeti e le stelle più brillanti, i cieli luminosi riducono il contrasto delle nebulose estese rendendole difficili, se non addirittura impossibili, da vedere. Per ottimizzare la visibilità, si consiglia di limitare le osservazioni del cielo profondo alle notti senza Luna, lontano dai cieli inquinati dalla luce che si trovano attorno alle principali aree urbane. I filtri LPR migliorano le osservazioni del cielo profondo eseguite in aree con inquinamento luminoso, bloccando la luce indesiderata e trasmettendo al tempo stesso la luce proveniente da determinati oggetti del cielo profondo. Si possono d’altra parte osservare pianeti e stelle anche da aree con inquinamento luminoso o in presenza della Luna. Visibilità Le condizioni di visibilità si riferiscono alla stabilità dell’atmosfera, e hanno un impatto diretto sulla quantità di piccoli dettagli visibili negli oggetti estesi. L’aria nella nostra atmosfera agisce come una lente, che curva e deforma i raggi di luce in arrivo. La curvatura dipende dalla densità dell’aria. Strati caratterizzati da varie temperature hanno diverse densità e, di conseguenza, la luce viene curvata in modo diverso. I raggi di luce provenienti dallo stesso oggetto arrivano leggermente spostati, creando un’immagine imperfetta o indistinta. Queste perturbazioni atmosferiche variano da momento a momento e da luogo a luogo. La dimensione delle particelle aeree rispetto all’apertura del dispositivo di osservazione determina la qualità della “visibilità”. In buone condizioni di visibilità, piccoli dettagli sono visibili sui pianeti più brillanti come Giove e Marte, e le stelle sono immagini di punti nitidi. In condizioni di scarsa visibilità, le immagini sono indistinte e le stelle appaiono come chiazze. Le condizioni qui descritte si riferiscono sia alle osservazioni visive che a quelle fotografiche.

Figura 5-3 Le condizioni di visibilità influenzano direttamente la qualità dell’immagine. Queste figure rappresentano una fonte puntiforme (ovvero una stella) in condizioni di visibilità da scarse (sinistra) a eccellenti (destra). La maggior parte delle volte, le condizioni di visibilità producono immagini comprese fra questi due estremi.14

Sebbene il telescopio richieda poca manutenzione, sarà bene ricordare alcune cose per assicurare le prestazioni ottimali del dispositivo.

Occasionalmente, potrebbero accumularsi sugli specchi primario e secondario del telescopio polvere e/o umidità. Va prestata un’attenzione particolare quando si pulisce qualsiasi strumento, per non danneggiarne l’ottica. Se si è accumulata polvere sull’ottica, rimuoverla con una spazzolina (di peli di cammello) o con una lattina di aria pressurizzata. Spruzzare l’aria in posizione angolata rispetto alla superficie del vetro, per un periodo compreso fra due e quattro secondi. Usare quindi una soluzione detergente per componenti ottici ed una salvietta di carta bianca per eliminare eventuali residui restanti. Applicare la soluzione alla salvietta e poi usare la salvietta di carta per pulire l’ottica. I passaggi vanno applicati con una leggera pressione e devono andare dal centro della lente (o dello specchio) verso l'esterno. NON strofinare con movimenti circolari! Si può usare un detergente per lenti disponibile in commercio o si può preparare la propria miscela. Una buona soluzione detergente è composta da alcol isopropilico miscelato con acqua distillata. Le proporzioni della soluzione dovrebbero essere per il 60% alcol isopropilico e per il 40% acqua distillata. Oppure si può usare detergente liquido per stoviglie diluito con acqua (un paio di gocce di detergente in 1 litro d’acqua). Occasionalmente, si potrebbe riscontrare un accumulo di rugiada sull’ottica del telescopio durante una sessione di osservazione. Se si vuole continuare l’osservazione, la rugiada va rimossa, con un asciugacapelli (all’impostazione di potenza minima) o puntando il telescopio verso il basso fino a quando la rugiada non evapora. Se si condensa umidità all’interno dell’ottica, rimuovere gli accessori dal telescopio. Disporre quindi il telescopio in un ambiente privo di polvere e puntarlo verso il basso. Così facendo si eliminerà l’umidità dal tubo del telescopio. Per ridurre al minimo l’esigenza di pulire il telescopio, rimettere al loro posto tutti i coperchi delle lenti non appena si finisce di usare il dispositivo. Poiché le celle NON sono sigillate, i coperchi vanno disposti sopra le aperture quando non si usa il telescopio. Così facendo si impedisce agli agenti contaminanti di penetrare nel tubo ottico. La pulizia e le regolazioni interne vanno eseguite solo dalla divisione Celestron addetta alle riparazioni. Se il telescopio necessita di pulizia interna, si prega di chiamare il produttore per ottenere un numero di autorizzazione alla restituzione ed una stima del prezzo richiesto per la pulizia.

Le prestazioni ottiche della maggior parte dei telescopi di Newton possono essere ottimizzate eseguendo se necessario la ricollimazione (allineamento) dell’ottica del telescopio. Collimare il telescopio significa semplicemente bilanciare i suoi elementi ottici. Una collimazione scadente determina aberrazioni e distorsioni ottiche. Il telescopio dovrebbe aver bisogno raramente di ricollimazione, a meno che non sia stato trattato in modo violento, non sia caduto e così via. Prima di collimare il telescopio, occorre acquistare familiarità con tutti i suoi componenti. Lo specchio primario è lo specchio grande situato all’estremità posteriore del tubo del telescopio, e può essere regolato soltanto in fabbrica. Lo specchio secondario (il piccolo specchio ellittico situato sotto il focalizzatore, nella parte anteriore del tubo) ha tre viti di regolazione (con taglio a croce) per eseguire la collimazione.

Figura 6-1 Un telescopio collimato deve produrre un’immagine di anello simmetrica simile al disco di diffrazione illustrato

ui.15 Allineamento dello specchio secondario Se nel focalizzatore c'è un oculare, rimuoverlo. Servendosi delle manopole di messa a fuoco, ritirare completamente il tubo del focalizzatore, fino a quando la sua parte color argento non è più visibile. Attraverso il focalizzatore si vedrà un riflesso del proprio occhio nello specchio secondario, sovrapposto allo specchio primario (Figura 6-2). Se lo specchio primario non è centrato nel secondario, regolare le viti del secondario serrandole e allentandole alternatamente fino a quando lo specchio non risulta centrato.

Entrambi gli specchi allineati con l’occhio che guarda nel focalizzatore. Figura 6-2

Figura 6-3 Anche se l’immagine della stella appare uguale su entrambi i lati della focalizzazione, è asimmetrica. L’ostruzione scura è spostata sul lato sinistro del modello di diffrazione, indicando una scarsa collimazione.Per sfruttare al meglio il FirstScope, Celestron offre un Kit di accessori per il FirstScope (N. di catalogo 21024-ACC) e vari altri articoli accessori. I dettagli sono disponibili sul sito Web Celestron.

Dati tecnici del FirstScope Modello n. 21024

Design ottico Riflettore di Newton Apertura 76 mm (3,0 pollici) Lunghezza focale 300 mm Rapporto focale f/4 Rivestimenti ottici Rivestiti Oculari - Barilotto da 3,17 cm (1,25 pollici) 20 mm (15x), 4 mm (75x) Campo visivo apparente – 20 mm a 25° e 4 mm a 33° Campo visivo angolare con oculare da 20 mm 1,7° Campo visivo lineare con oculare da 20 mm: 29 metri a 1000 metri (89 piedi a 1000 iarde) 29/89 Magnitudine stellare limite 11,9 Risoluzione -- Raleigh (secondi d’arco) 1,82 Risoluzione – Limite di Dawes " " 1,53 Potere di raccolta di luce 118x Lunghezza del tubo ottico 26,7 cm (10,5 pollici) Peso del telescopio 69 oz (2 kg)

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